Backpacker della musica, il viaggio alla scoperta della musica della vostra vita

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Opinione scritta da: go

Dai grandi festival dedicati alle più appetitose riunioni del rock (a livello mondiale il Coachella Festival americano, come il rinomato Glastonbury anglosassone) sino ai piccoli Festivals cittadini dedicati agli artisti di strada, come a Ferrara alla fine di agosto. Insomma: il mondo della musica da sempre è meta di un turismo itinerante, quasi pellegrino nella ricerca di un periodo nel quale trascorrere il tempo della vacanza tra le note della propria vita.

In questa nicchia, tra l’altro molto estesa, si legano i ricordi generazionali di un popolo senza età, perchè la musica non ha età.
Pensate a Woodstock: fu solo un raduno di hippy sotto l’immenso palco al cospetto di musicisti o la consacrazione di un movimento che dettò nuove regole, nuove ideologie, in grado, attraverso la musica, di fermare le guerre, l’odio, la paura di un futuro incerto?
Ebbene il viaggio, anche grazie alla ricerca delle proprie note del cuore, in luoghi che assumono il ruolo di spazi metafisici, diviene anche il mezzo per scoprire, senza barriere e confini, senza pregiudizi.

In questi luoghi la leggenda incontra il turista e lo porta per mano nel cuore di un viaggio che diviene conoscenza del luogo, sulle tracce del proprio idolo, dei ricordi adolescenziali, di un amore incontrato nel pentagramma di un disco, di un gruppo, di una canzone.
La Country Music Hall of Fame & Museum, nel Tennessee di Nashville, è uno di questi luoghi, dedicati ai cow-boy di tutto il mondo, alla passione del country scritto tra le note di chitarre e pigri cavalli.
All’interno di questo museo l’epopea del Re (ovviamente sua maestà Presley), di Gene Autry, di Willy Nelson, di tutta l’epopea di un’America ‘on the road’.

Come ‘on the road’, ma davvero sulla strada, è la parentesi londinese dedicata a quella Abbey Road immortalata da quattro musicisti di Liverpool nel semplice atto di attraversarla. Con quel disco i Beatles segnarono la musica moderna, una strada epocale.
Anche Amburgo profuma di Beatles: in questa città multietnica e affascinante, il quartetto di Liverpool raccolse i primi successi, la città che fu il trampolino di una carriera leggendaria.
Nel pieno del sentimento rock, ma non solo, anche Parigi: tra le gotiche tombe del Père-Lachaise, nel ventesimo arrondissement della Ville Lumiere, tra strade ingombre di polverose sculture cimiteriali, il Père-Lachaise offre la possibilità di ricordare eroi del passato, come Jim Morrison, o l’intramontabile chansonnier Yves Montand, un percorso agevolato, dalla cartine offerte agli ingressi principali.

Nei pellegrinaggi della musica s’incontrano anche il Clarence Hotel di Dublino, luogo in cui gli U2 muovevano i primi passi, o il Crocodile Café, locale nel quale il ‘grunge’ risollevò le sorti di un rock allora stanco, suoni maledetti per un’America disillusa e decadente tra grattacieli e sogni spezzati, ma ispirazione di una generazione di adolescenti.

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