Cosa vedere a Mozia (Pelagie)

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L’isola di Mothia si trova di fronte al litorale di Marsala e fa parte di una Riserva naturale protetta insieme a quella di San Pantaleo, l’isola Lunga ed altre due isole più piccole.
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, essendo stata fondata nel VII sec. a. C. dai Fenici che qui trovarono il luogo ideale per controllare le rotte commerciali del Mediterraneo. Tant’è che in breve divenne una delle più floride colonie fenicie sino a quando non venne distrutta da Dioniso I, tiranno di Siracusa. Bisognerà attendere l’XI secolo per vederla ripopolata, quando qui si stabilì una comunità di monaci della regola di San Basilio.
Nell’Ottocento invece venne acquistata da Joseph Whitaker che, appassionato di archeologia, cominciò a riportare alla luce l’antica colonia fenicia ed è grazie a lui e alle sue prime campagne di scavi che oggi Mothia è divenuto un interessante sito archeologico da visitare.
Per accedere alla piccola isola bisognerà recarsi agli imbarcaderi che partono dallo Stagnone di Marsala, laddove le pale dei mulini a vento si confondono con i cumuli di sale, le paludi salmastre e i vigneti.
Una volta sbarcati sull’isola avrete modo di girarla in lungo e in largo in poco più di 2 ore, percorrendo gli appositi sentieri provvisti di segnaletica che vi guideranno negli angoli più interessanti dell’isoletta. Qui infatti avrete modo di fare visita al museo dedicato a Whitaker dove sono esposti diversi reperti archeologici provenienti dagli scavi dell’isola, tra cui la statua del “Giovane di Mozia” risalente al V sec. a. C. raffigurante un efebo che si pensa sia stata commissionata ad un importante artista greco. E non mancano le monete antiche e gli oggetti funerari, alcuni dei quali ritrovati anche negli scavi che hanno interessato la costa di Marsala.
Una visita la merita anche il resto dell’isola dove ancora sono ben visibili i resti dell’area sacra, il cosiddetto “tolfet”, dove venivano praticati sacrifici umani, nella zona nord-ovest di Mothia e nelle vicinanze delle antiche mura. Dovete sapere infatti che un tempo l’isola era circondata da una cinta muraria di cui resta testimonianza nelle due porte ancora oggi esistenti. Una di queste è la Porta Nord – un tempo fiancheggiata da due torri di cui restano tracce – dove è possibile ammirare anche i resti di un’antica strada che attraversava l’intera isola e che ancora oggi presenta i segni delle ruote che vi lasciavano i carri che la percorrevano. Nei pressi della Porta Nord non perdete l’occasione di fare visita al santuario del Cappiddazzu, che in siciliano significa “cappello largo”, dove si possono ammirare i resti dell’edificio sacro databile al IV secolo a.C., tracce di antiche pavimentazioni e di quella che era una grande cisterna.
E resti di pavimentazione, con ciottoli di colore bianco e nero che raffigurano scene di caccia, sono ben visibili nei pressi del museo in quella che un tempo doveva essere un’importante residenza, la “casa dei mosaici”. Da vedere anche la necropoli, posta nella parte nord-occidentale dell’isola e le due aree industriali.

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Tag: mare mozia pelagie

Categoria: Mare Vacanze

 

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